La Fucina

 
Il Maglio  

La fucina è un ambiente a forma quadrata o rettangolare situata di solito tra la strada e il Vaso Re. Il livello stradale è sempre più alto del pavimento; è un accorgimento escogitato fin dai tempi antichi per attutire i forti colpi dei magli che, altrimenti, farebbero tremare tutta la zona circostante, producendo lesioni di vario tipo e darebbero origine ad un forte inquinamento acustico.
Dal lato opposto alla strada scorre il Vaso Re sul quale si affaccia la porta del maglio (l'uh del mai), da cui è possibile controllare la ruota e lo scorrimento dell'acqua.
Il pavimento della fucina è in terra battuta mista a scaglie di ferro e fuliggine ed è, quindi, nero come qualsiasi cosa si osservi girando attorno lo sguardo. Le finestre, sparse in modo disordinato sulle pareti, anticamente erano veri e propri buchi praticati nel muro.
Sono invece costruiti di proposito i cosiddetti "finehtrai", grandi aperture sul tetto che hanno doppia funzione: far entrare un po' di luce e permettere al fumo di uscire.

 
Il Maglio  

I magli di Bienno, che hanno un peso variabile dai centottanta ai duecentoventi chili, sono a "testa d'asino", mentre quelli che si usano ancora oggi in Valtrompia per preparare i paioli di rame sono a "testa di elefante". Ciò dipende dalla loro particolare forma.
In una fucina è possibile trovare uno o più magli di peso diverso, per produrre manufatti differenti. Essi sono sempre collocati a poca distanza dal forno in modo che il "brahcì", il lavorante più giovane e meno esperto, possa servire il "maihter", il mastro che batte i pezzi di ferro incandescente sotto il maglio.
Esiste anche un'incudine su cui vengono lavorati con martelli e mazzette di varie forme i pezzi più piccoli.
La cesoia che un tempo funzionava ad acqua, secondo il principio del maglio, oggi è quasi sempre sostituita da trance azionate dalla corrente elettrica. Anche il forno, un tempo a carbone e ravvivato dall'insufflazione della "tina dè l'ora" adesso funziona a nafta, gas o elettricamente.
Nelle tre fucine, ancora attive per mezzo della ruota idraulica, vi sono vari macchinari moderni accostati ai magli, risalenti probabilmente al Medio Evo.
Da alcuni pezzi di rotaia lavorati in vari modi si possono ottenere manufatti per l'agricoltura e l'edilizia.

Vedi articolo pubblicato su ITINERA

(Testi di Panteghini Benia)