Le altre Chiese

 
Chiesa di S. Maria
San Simonio
 

La Chiesa di Santa Maria
Situata nel centro del paese, è sempre stata di proprietà del Comune. Si pensa che un tempo qui vi fosse un tempietto alla Dea Minerva poichè gli studiosi sono convinti che tra questa zona, la Via di Mezzo e la Via Glere ci sia stato un villaggio romano (non ci sono attualmente riscontri in tal senso).
Recenti scavi per consolidare le fondamenta hanno riportato alla luce mura romane, un forno semicircolare e lastroni in pietra che hanno fatto pensare alle fondamenta di una casa torre.
La chiesa un tempo era chiamata Santa Maria degli Orti, perchè probabilmente la sua ubicazione era all'esterno dell'abitato. E' stata costruita nella seconda metà del 1400.
La facciata ha pilastri in pietra a vista e un bel rosone in stile gotico; nella lunetta un tempo c'era un affresco.

 
Chiesa di S. Maria affresco  

La zoccolatura continua anche lungo la facciata di sinistra che ha finestre ad arco trilobato che danno luce all'interno. Una porta in stile gotico è stata tamponata e ne è stata aperta una più grande. Sono visibili alcuni affreschi sbiaditi datati 1546 che rappresentano Sant'Antonio Abate, San Giorgio, San Cristoforo, Santa Elisabetta e Santa Maria.
Il campanile è a cuspide con bifore. L'interno ha tre campate; a destra di quella centrale c'è l'altare di San Rocco con un arco d'ingresso a sesto acuto. C'è la statua del Santo che si porta in processione in Parrocchia il 14 agosto e la si riporta nella chiesa di Santa Maria il giorno dopo con un tragitto che assume la forma di un "otto".
Gli affreschi della chiesa sono molto frammentari e fanno pensare ad ex voto commissionati di volta in volta dalla popolazione, devota alla Madonna o a diversi Santi. Sono stati eseguiti in tre momenti diversi da altrettanti pittori. Dal 1490 al 1494 sono stati affrescati la navata, la parte inferiore dell'arco santo, le volte e i peducci del presbiterio dal camuno Giovan Pietro da Cemmo. Agli inizi del 1500 un artista non identificato (forse Flaviano Ferrarnola) ha dipinto gli angeli della volta adiacente al presbiterio e la parte superiore dell'arco santo. Nel 1539 - 40 Gerolamo Romano detto il Rornanino e il suo collaboratore Daniele Mori hanno dipinto il presbiterio. C'è poi la pala dell'altare di Mauro della Rovere, detto il Fiamminghino, datata 1632.

 
Chiesa di S. Maria
Particolare dello Sposalizio della Vergine
 

Questo artista nello stesso periodo ha affrescato la Chiesa Parrocchiale. L'unico ciclo pittorico di tutta la chiesa è quello di San Francesco, a destra dopo l'altare di San Rocco. E' del 1493; dei diciotto episodi di vita francescana sei sono completamente mancanti e gli altri incompleti. Sotto c'è la rappresentazione della morte, detta anche "danza macabra", che vuol significare l'uguaglianza di tutti gli uomini di fronte all'epilogo della vita.
Gli studiosi affermano che questa scena è molto rara; sembra ce ne siano poche a livello mondiale.
La Madonna, cui è dedicata la chiesa, è qui raffigurata ben venti volte solo dal Da Cemmo; per cinque è con il Bambino.
Un'altra immagine ripetuta quattro volte è quella del beato Simonino da Trento, che si vuole torturato e ucciso dagli ebrei e trovato morto nell'Adige la notte del Giovedì Santo del 1475.
Oltre che per gli affreschi del da Cemmo, che ha operato anche in altre chiese camune, tra cui quella di santa Maria in Esine recentemente restaurata, la chiesa biennese è famosa anche per quelli del Romanino.
I suoi dipinti, molto ammirati, si possono trovare anche nelle chiese di Tavernola Bergamasca, Pisogne e Breno. A Bienno il Romanino ha affrescato il presbiterio con l'Annunciazione di Maria al Tempio a sinistra e con lo Sposalizio della Vergine a destra; al centro doveva esserci un dipinto identificato come "L'incontro tra Anna e Gioacchino" o come "Gioacchino cacciato dal Tempio", ma è nascosto dalla pala del Fiamminghino che rappresenta l'Annunciazione.

La Cappella delle Piscine
Chi ha voglia di camminare può abbinare una bella passeggiata con la visita alle chiese campestri.
In fondo al paese, nei pressi di un incrocio, c'è la Cappella delle Piscine. Su di essa non si hanno molte notizie; si sa che la Cappella del 1600 fu conglobata in una costruzione nuova e consacrata dal Vescovo di Brescia nel 1716.
Nella parte più antica si vedono ancora le figure di Sant'Antonio e San Defendente; a quest'ultimo era dedicata una chiesa sul colle omonimo di cui si vedono ancora i ruderi. AI posto della pala dell'altare c'è un pregevole affresco del Settecento raffigurante la Pietà. La cancellata separa la parte più antica da quella più moderna con volta a botte. Due pregevoli statue lignee del '400, rappresentanti l'Annunciazione, vennero rubate e poi recuperate al confine con la Svizzera; andranno a far parte del Museo delle opere d'arte che si allestirà all'ultimo piano del Municipio.
Fino a pochi anni fa la popolazione andava a recitare il Rosario alla Cappella delle Piscine, in modo particolare nel mese di maggio. Non si hanno certezze sull'origine del nome.

La Chiesa di San Pietro in Vincoli
La si incontra percorrendo la strada verso Breno. Non si sa da quanto tempo sia sconsacrata; un documento del 1707 parla già della sua decadenza in seguito alla visita del Vescovo, che chiedeva di fare lavori di restauro e modifiche varie. Sembra sia stata custodita da uno o due eremiti.
La bella pala dell'altare raffigurante San Pietro in Catene e il paliotto in cuoio sono custoditi negli uffici comunali. In dialetto biennese viene chiamata "Hant Pèder Huk", ma c'è discordanza sull'interpretazione di questo nome.

La Chiesa della Maddalena
A pochi metri dalla chiesina di S. Pietro in Vincoli si vede una stretta strada che sale verso sinistra, contrassegnata da una bella Croce in porfido rosso di Bienno. Porta al colle della Maddalena, su cui si erge la chiesa ornonima.
Sulla salita, detta anche Calvario, sono poste le edicole della Via Crucis, opera della Ditta Clerici di Lovere. In cima al colle si trova la chiesa; la facciata è divisa in due ordini, la parte bassa è formata da sei colonne di granito rosso di Bienno con capitelli corinzi in pietra simona mentre la parte alta, divisa dalla prima da una fascia di granito rosso, è formata da due semicolonne e dal rosone.
La porta, opera giovanile dello scultore biennese Giacomo Ercoli, raffigura il profeta Michea, il rapimento di Elia, il giudizio di Salomone, il serpente di bronzo, la morte dei primogeniti in Egitto.
All'interno la prima parte è affrescata ed ha il soffitto piano dipinto dal biennese Battista Bettoni nel 1935; sono abbastanza pregevoli le dieci stampe di Santi di Giovan Battista Piazzetta. La seconda parte, più antica, ha una volta a crociera compressa dipinta ancora dal Bettoni, mentre sulla parete frontale vi sono affreschi datati 1475. All'esterno, dietro la chiesa, in un piccolo ambiente in parte scavato nella roccia, c'è il Santo Sepolcro con statue lignee di Paolo Amatore del 1611.
Vicino c'è la cosiddetta sala di Santa Marta, con pregevoli affreschi della fine del Quattrocento e dell'inizio del Cinquecento, attribuiti a Paolo da Cailina il Vecchio.
Vi sono rappresentati gli Evangelisti, i Dottori della Chiesa, Santa Maria Maddalena, l'Annunciazione e, più volte, Santa Marta, sorella di Maria Maddalena. Sulla sommità del colle si erge la grande statua del Redentore, interamente ricoperta da una lamina d'oro; vi fù collocata in seguito ai Patti Lateranensi, con l'intenzione di consacrare la Valle Camonica al Sacro Cuore. La sua base è una piccola Cappella in cui si celebra la Messa il Lunedì dell'Angelo, in suffragio dei caduti di tutte le guerre, cui sono dedicati un piccolo sacrario e la Madonna del Fante di Giacomo Ercoli.

Il Monastero di Santa Chiara e l'Eremo dei SS. Pietro e Paolo

 
Eremo  

Il monastero delle Clarisse è un ambiente moderno, l'unico del genere in provincia di Brescia; la zona in cui è situato è una vera oasi di pace. L'eremo è risorto recentemente su ruderi molto antichi che hanno visto il susseguirsi di vari ordini religiosi. Oggi viene usato per ritiri spirituali, convegni, conferenze, per la preparazione delle coppie al matrimonio; dispone di parecchi posti letto, sala da pranzo, sale di lettura.
La chiesa, molto spoglia, è antica nella parte anteriore e più moderna verso la porta. Vi sono due chiostri con un bel cortile interno; nelle giornate serene il panorama che si gode da qui è molto bello: si può vedere tutta la bassa Valle fino all'inizio del lago d'Iseo.

(Testi di Panteghini Benia)