Il Monte Cerreto

E' il più vicino all'abitato ed è raggiungibile da tre punti diversi: dalla stradina che parte vicino alla chiesa di San Pietro in Vincoli, da Via Roccolo o dalla cava di Mezzabreno. E' così chiamato perchè un tempo vi abbondavano i cerri, ora quasi completamente scomparsi. Di proprietà del comune di Bienno, è ad una quota che va dai 500 agli 800 metri sul livello dei mare; il terreno è poco profondo con un substrato calcarco e rocce affioranti. Nel dopoguerra è stato molto sfruttato per la raccolta di legna da ardere, per la lettiera degli animali e per il pascolo. Ciò ha contribuito al disboscamento incontrollato e alla distruzione di vari tipi di vegetazione; vi si trovavano frassino, betulla, ciliegio selvatico, sorbo degli uccellatori, comiolo e cerro. Dal 1950 in poi sono stati fatti interventi di forestazione per creare un bosco ad alto fusto misto di conifere e di latifoglie. Da qualche anno i volontari del C.A.I. sono impegnati nella matunenzione dei sentieri, nella segnaletica, nell'installazione di attrezzi ginnici; se non si esce dai sentieri non c'è pericolo di perdersi. La cima del Cerreto è chiamata dai biennesi "Cusen"; su di essa si trova la cosiddetta "preda dè l'altar" (letteralmente pietra dell'altare) che è stata tagliata da un grosso masso erratico di granito. Gli studiosi pensano che sia stata un'ara sacrificale dei Druidi, i sacerdoti dei Galli che la usavano per immolare giovani fanciulle vergini agli Dei delle Vittorie. E' stata lavorata dalle mani dell'uomo ed ha due grosse coppelle, come quelle che si trovano sulle rocce con le incisioni rupestri nella zona di Capo di Ponte. Il Cerreto è un'oasi botanica di notevole importanza, la cui flora si sviluppa in modo particolare tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Tra le specie più numerose si possono ricordare: la rosa di Natale, il ciclamino, la pervinca, il pungitopo, la genziana; inoltre nella parte alta del monte si possono vedere tantissime varietà di orchidee selvatiche. E' possibile trovare anche funghi commestibili, mentre ci sono problemi per la fauna, per la totale mancanza di acqua; tuttavia ci sono ancora alcuni esemplari di tasso porcino, volpe, martora e ghiro; tra i rettili si trovano il bellissimo Colubro di Esculappio, a volte lungo anche due metri, il ramarro, la lucertola e, molto raramente, la vipera (il marasso). Per tutte le caratteristiche elencate il Cerreto può essere considerato un bel giardino naturale utilizzato come strumento di ricerca, di conservazione e conoscenza della flora e della fauna.

(Edito dal Gruppo CAI di Bienno)